Luigi Brambilla, detto Gino, nasce a Moltrasio sul Lago di Como.
Nel dopoguerra si trasferisce all’Isola d’Elba, dove tuttora vive.
Qui estasiato dalle bellezze naturali e dalla storia dell’isola, ne diventa profondo conoscitore della storia antica della terza isola italiana.
Ma è il popolo etrusco che affascina Gino Brambilla.

Rinviene relitti, scopre numerosi siti di notevole interesse culturale. E’ il punto di riferimento dell’archelogia elbana tanto da costituire il GANE (Gruppo Archeologico Naturalistico Elbano) di cui è presidente.

Viene nominato ispettore onorario per l’archeologia sottomarina e inizia gli studi sulla riduzione del minerale di ferro.

Gino Brambilla davanti al forno etrusco

Gino Brambilla con gli davanti al forno etrusco

Dai suoi studi ed esperimenti riesce a ricostruire perfettamente la filiera della riduzione del ferro così come era eseguita dagli etruschi ottenendo buonissimi risultati che gli hanno fatto avere importanti riconoscimenti internazionali.

Il continuo studio della vita quotidiana dell’antico popolo etrusco, dalla sue esperienza maturata sul campo, dalla sua continua ricerca, ne è diventato un profondo conoscitore.

In seguito ai rinvenimenti di oggetti e strumenti usati nelle abitazioni nonchè i depositi di rifiuti delle cucine di questi insediamenti Gino Brambilla è stato in grado, anche se non esattamente, di ricostruire quella che era la cucina etrusca.

Il lavoro ha preso il via, - dice Gino Brambilla - oltre che dai resti dei residui alimentari rinvenuti nelle fortezze d’altura, anche da quanto trovato su relitti naufrgati in quei lontani tempi e dagli scritti di greci e romani di quel periodo”.

Nel corso di un recupero in mare di materiale archeologicocontinua Brambillaho trovato dei contenitori per cibi, incastrati uno nell’altro. In una di queste ciotole erano ancora presenti ossa di cinghiale, ridotte con un coltello per poter essere cucinate, e noccioli di olive. Il cinghiale con le olive è un piatto ancora conosciuto all’Elba, dai cultori della cucina tipica”.

In prossimità dei luoghi ove veniva ridotto il materiale per ricavare ferroconclude Gino Brambilla – attorno alle zone dei forni, ho spesso trovato frammenti di piatto, di grosso spessore, che, dopo indagini e riscontri, abbiamo appurato servire per cuocere focacce sfruttando il calore del forno. Tutte queste mie conoscenze sono ora a disposizione dei lettori di questo blog, cucinare.italynes.it. Fatemi sapere se avete provato a realizzare le ricette proposte e se vi sono piaciute”.

Leggi le ricette proposte da Gino Brambilla