SEPPIE CON PISELLI
Ingredienti per 4 persone: 800 gr. di seppie; 80O gr. di piselli freschi; una cipolla; uno spicchio d’aglio; un ciuffo di prezzemolo; olio, sale; pepe.
Preparazione:
Pulite le seppie quindi spellatele, lavatele e asciugatele. Dopo averle tagliate a striscioline fatele scaldare in una casseruola 5 cucchiai di olio, aggiungete l’aglio sbucciato e fatelo indorare.
Togleite l’aglio e unite la cipolla sbucciata e tritata insieme con il prezzemolo lavato. Dopo 5 minuti buttate nel condimento le seppie mescolate, salate, pepate e copritele con un bicchiere abbondante di acqua bollente. Cuocetele per 40 minuti a recipiente coperto. Nel frattempo sgranate i piselli, aggiungeteli alle seppie dopo il tempo indicato, unite ancora un pò di acqua calda e continuate la cottura per altri 25 minuti circa. Scoprite il recipiente negli ultimi 10 minuti di cottura in modo che il sugo si restringa.
seppie, piselli, pesce, secondi di pesce
Tempo di cottura: 70′
a Corte europea con la sentenza del 06/09/2011 nel procedimento C-442/09, ha affermato che il miele non possa essere venduto se contiene polline proveniente da piante geneticamente modificate perché il miele, che contiene tali pollini, legalmente sono considerati alimenti geneticamente modificati in quanto sono destinati ad essere ingeriti dall’essere umano. Anche la minima traccia di materiale geneticamente modificato richiede una valutazione di sicurezza e un’autorizzazione. In tal caso la tutela della salute umana richiede che venga prestata la debita attenzione al controllo dei rischi derivanti dall’immissione deliberata nell’ambiente di OGM..
Secondo la Corte la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi sicuri e sani costituisce un aspetto essenziale del mercato interno e contribuisce in modo significativo alla salute e al benessere dei cittadini, nonché alla realizzazione dei loro interessi sociali ed economici.
Pertanto conseguentemente, gli alimenti geneticamente modificati dovranno essere sottoposti a una valutazione della sicurezza tramite una procedura comunitaria prima di essere immessi sul mercato.
Si legge nella sentenza, “L’art. 36a della legge in materia di ingegneria genetica (Gentechnikgesetz; in prosieguo: la «GenTG»), introdotto dalla legge 21 dicembre 2004 (BGBl. 2005 I, pag. 186), è formulato come segue:
«Il trasferimento di determinate caratteristiche di un organismo che dipendono da lavori di ingegneria genetica costituisce, così come eventuali altre immissioni di [OGM], un’alterazione sostanziale ai sensi dell’art. 906 del codice civile [Bürgerliches Gesetzbuch; in prosieguo: il “BGB”], se, contrariamente alle intenzioni dell’avente titolo, a causa di tale trasferimento o altra immissione i prodotti, segnatamente,
1) non possono essere immessi in commercio, o
2) possono essere immessi in commercio, ai sensi della presente legge o di altre disposizioni, solo etichettati in modo da segnalare la modificazione genetica (…)».
Nel 1998 la Monsanto Europe, in attuazione della decisione della Commissione 22 aprile 1998, 98/294/CE, concernente l’immissione in commercio di granturco geneticamente modificato (Zea mays L. Linea MON 810), a norma della direttiva del Consiglio 90/220/CEE (GU L 131, pag. 32), ha ottenuto un’autorizzazione all’immissione in commercio del mais geneticamente modificato MON 810 La coltivazione del mais MON 810 è stata vietata in Europa che ha disposto la sospensione temporanea dell’autorizzazione all’immissione in commercio.
Il mais MON 810 contiene un gene del batterio del terreno bacillus thuringiensis (Bt), che secerne tossine Bt nella pianta di mais. Tali tossine consentono di combattere le larve della piralide del mais, una farfalla parassita del mais le cui larve, in caso di infestazione, pregiudicano lo sviluppo della pianta. Le tossine Bt distruggono le cellule dell’apparato digerente delle larve causandone la morte.
Del polline, raccolto dalle api e riposto in talune parti dell’alveare ai fini dell’alimentazione, può finire con l’essere incorporato nel miele sia accidentalmente, attraverso le api stesse durante la produzione del miele, sia tecnicamente, mediante intervento dell’apicoltore, per effetto della centrifugazione dei favi durante la raccolta del miele, che determina l’estrazione, oltre che del contenuto degli alveoli in cui si trova il miele, anche del contenuto di alveoli vicini destinati allo stoccaggio del polline.
Nel 2005, nel polline di mais estratto dal sig. Bablok dagli alveari posti a una distanza di 500 m dai terreni del Freistaat Bayern è stata riscontrata la presenza, da un lato, di DNA di mais MON 810, nella misura del 4,1% rispetto al DNA complessivo del mais, e, dall’altro, di proteine transgeniche (tossina Bt).
Peraltro, è stata rilevata in alcuni campioni di miele del sig. Bablok la presenza di esigui quantitativi di DNA di mais MON 810, derivante dall’immissione di polline di tale mais.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” le autorità italiane sono tenute a fare le indagini e poi, se dovessero trovare tracce di organismi non autorizzati geneticamente modificati dovrebbero ordinare il ritiro immediato dal mercato. È infatti è reato punibile ai sensi delle leggi che regolamentano l’ingegneria genetica commercializzare prodotti geneticamente modificati ove non espressamente autorizzati a seguito di procedure comunitarie.
Ingredienti per il pollo alla cacciatora
1 pollo
1 cucchiaio di strutto freschissimo
2 cipolle tagliate sottili
3 o 4 pomodori maturi (o 1 scatola di pomodori a pezzetti)
1 bicchiere di vino bianco secco
1 rametto di salvia
1 rametto di rosmarino
1 spicchio di aglio
sale grosso e pepe.
Fiammeggiate sulla fiamma del fornello il pollo, in modo da togliere i peli rimasti sulla pelle.
Dopo lavatelo sotto l’acqua corrente e asciugatelo, poi tagliatelo a pezzi seguendo le giunture, staccate anche le eventuali zampe e testa.
In una padella grande mettete lo strutto e fatelo sciogliere.
Unite i pezzi del pollo posandoli dalla parte della pelle, la salvia, il rosmarino, lo spicchio d’aglio schiacciato, salate con sale grosso e fate rosolare a fiamma vivace e a tegame scoperto.
Quando il pollo è ben rosolato sfumate con il vino bianco e quando è evaporato aggiungete le cipolle e i pomodori spezzettati.
Mescolate con cura, unite un bicchiere di acqua calda, aggiustate il gusto con un po’ di pepe, coprite il tegame e proseguite la cottura a fiamma dolce per una trentina di minuti coprendo con il coperchio.
Nel frattempo sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti o in quarti e mettetele a sbianchire in acqua bollente per due minuti dopo che l’acqua ha iniziato a bollire.
Scolatele e fatele finire di cuocere in una casseruola dove avrete fatto scaldare bene l’olio con il rosmarino e la salvia.
Salate quando saranno cotte e servitele con il pollo.
Ingredienti (per 4 persone): 400 grammi di bigoli (spaghetti semi-integrali tipici del Veneto), 100 grammi di acciughe salate, 3 spicchi d’aglio, 1 peperoncino, 10 pomodori perini maturi, 2 cucchiai di pangrattato, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 pizzico di origano, olio, sale
Preparazione: Lavate e diliscate le acciughe.
Fate scaldare l’olio in una padella e fatevi soffriggere il peperoncino e 2 spicchi di aglio, quando saranno dorati aggiungete le acciughe, mezzo cucchiaio di prezzemolo, il pangrattato.
Lasciate soffriggere a fuoco basso per circa 10 minuti, quindi unite i pomodori pelati schiacciati grossolanamente, l’origano e se necessario, il sale. Fate cuocere altri 10 minuti.
Prima di levare dal fuoco unite il restante prezzemolo e lo spicchio di aglio finemente tritato, o meglio, pestato.
A parte cuocete in abbondante acqua salata i bigoli per circa 12 minuti, a cottura ultimata scolateli e conditeli con il sughino di acciughe e un cucchiaio di olio crudo.
Ingredienti per 4 persone: 800 gr. di code di scampi; 100 gr. circa di farina; 2 uova; 1/2 cucchiaino di sale; 100 gr. di latte; olio per friggere.
Preparazione:
In una terrina radunate 80 grammi di farina e il sale, aggiungete le uova e sbattete bene il tutto fino a ottenere un composto cremoso e senza grumi.
Dopo diluite tutto con il latte, amalgamate e lasciate riposare per trenta minuti circa.
Sgusciate a crudo gli scampi in nodo che restino ben interi, passateli nella farina immergeteli pochi alla volta nella pastella preparata in precedenza. In una capace padella portate a temperatura elevata abbondante olio e fatevi friggere gli scampi a cocchiaiate insieme alla pastella facendoli ben dorare come se fossero frittelle.
Sgocciolateli bene, passateli sopra un foglio di carta assorbente, sistemateli in un piatto e serviteli ben caldi.